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luigi luca cavalli sforza
luigi luca cavalli sforza
2 Sep 2018

Addio a Luigi Luca Cavalli-Sforza, genetista e autore di prestigiosi libri scolastici. Aveva 96 anni

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2 Sep, 2018 / 0 commenti

E’ morto all’età di 96 anni Luigi Luca Cavalli Sforza, il noto scienziato italiano che ha studiato per primo la storia e il cammino degli essere umani attraverso la genetica.

Si è spento ancora con la grande passione per lo studio e la ricerca che, come amava raccontare lui stesso durante un’intervista a Wired nel suo novantesimo compleanno: “La ricerca di qualsiasi argomento, non è mai finita“. Era nato a Genova il 25 gennaio 1922, figlio di un pubblicitario e una laureata in lettere e cominciò la scuola dalla seconda elementare perché la mamma gli aveva insegnato molto presto a leggere e scrivere. Al contrario del padre che lo sognava astronomo, si iscrisse a Torino alla facoltà di medicina dove poteva trascorrere ore davanti al microscopio, la sua passione, che negli anni lo ha portato a seguire lezioni di Giuseppe Levi, il trio poi diventati nobel di Luria-Dulbecco-Montalcini. Fino a che non arrivò all’Università di Pavia dove si accese la sua passione per la genetica, che in Italia in quel momento era una disciplina appena nascente.

Cominciò così gli studi dei batteri, in particolare del bacillo carbonchio: oggetto dei suoi studi, l’osservazione microscopica dei cromosomi, a partire da quello del moscerino più famoso della scienza, il Drosophila Melanogaster, e dei fenomeni legati all’ereditarietà dei caratteri. Stimolato dalla figura di Ronald Fischer considerato padre fondatore della statistica moderna, si mise ad approfondire e colmare le sue lacune su questa materia in relazione ai suoi lavori sui batteri. Poi gli studi sull’evoluzione degli uccelli e l’improvviso arrivo di un finanziamento da parte del Rockfeller Foundation che gli ha permesso di proseguire la sua carriera dapprima in America a Madison, quindi in Italia a Parma.

Con coraggio lo scienziato decise di investire tutto aprendosi alla genetica delle popolazioni in particolare su un versante inesplorato fino a quel momento, la cosiddetta deriva genetica, una teoria appena formulata che sottintendeva alla diversità tra le popolazioni la variazione genetica casuale degli individui che le componevano. Per anni si dedicò allo studio delle caratteristiche genetiche della popolazione della val di Parma, raccogliendo dati su dati. Dopo i primi risultati, decise di occuparsi a costruire l’intero albero evolutivo del genoma umano, cercando di realizzare il sogno di descrivere la storia evolutiva degli esseri umani dal principio a oggi.

È del 1963 il suo primo albero evolutivo nato dalla collaborazione con l’inglese Anthony Mourant che gli diede un enorme archivio di dati su gruppi sanguigni delle popolazioni del mondo. A Cavalli dobbiamo l’ideazione del Human genome diversity project, una raccolta di numerosi dati sulle variazioni genetiche dei popoli del mondo. Nel 1999 gli fu assegnato il prestigioso premio Balzan per i suoi studi sulla scienza. La sua vita è stata ricca di incontri, di studi in tutto il mondo dall’Africa alla Cambogia, in Nuova Zelanda alle Isole Hawaii. Era un uomo instancabile per la sua passione allo studio dell’evoluzione culturale, in particolare del linguaggio, che secondo lui rappresenta “il motore della cultura stessa” nonché “una delle manifestazioni più interessanti dell’individuo e delle popolazioni“.

Si è sposato giovane a 23 anni ed era padre di quattro figli. La vecchiaia non gli pesava, diceva : “Abbiamo un bisogno estremo di capire meglio noi stessi e di imparare a usare nel modo migliore la nostra eredità culturale“. Un uomo eclettico per come ha rivoluzionato il modo di fare scienza che rimarrà come un riferimento importante per tanti studiosi nel mondo.

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