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Libri scolastici
Libri scolastici
12 Nov 2017

I libri scolastici non aiutano il docente come molte decisioni del ministero

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12 Nov, 2017 / 0 commenti

La scuola italiana non è assolutamente perfetta. Si tratta di una struttura “antica”, dove molte innovazioni tecnologiche (come gli ebook) sono ancora osteggiare e guardate con una certa diffidenza. Spesso le risorse a disposizione degli insegnanti e degli alunni sono scarse, approssimative e danno la sensazione di essere lasciate al caso, senza un vero piano dietro.

Queste sono opinioni condivise da moltissimi insegnanti, che espongono costantemente le loro perplessità ai vari dirigenti scolastici, fino a provare a contattare anche il Ministro dell’istruzione in persona per avere delle risposte alle loro (giustissime) perplessità.

La maestra Beatrice, che insegna nella scuola Primaria, all’istituto comprensivo di Arenzano (comune costiero a ponente di Genova) ha accettato di parlare con il Corriere e spiegare tutte le sue perplessità.

“Negli ultimi dieci anni ho assistito a dei cambiamenti davvero radicali nella scuola, così radicali che spesso faccio fatica a riconoscerla. Le ore di insegnamento sono diventate 24 a settimana, un docente unico che deve gestire più alunni in una stessa classe, l’integrazione scolastica delegittimata… La lista è molto lunga, ma immagino che tutti gli insegnanti concordino con me che spesso tutte le modifiche hanno avuto come unico risultato quello di complicarci il lavoro.”

Beatrice è molto critica anche con i libri di testo.

“Il settore dell’editoria scolastica porta molto denaro e permette a tante famiglie di mangiare, non lo posso negare, ma credo che i grandi editori si siano allineati alle direttive del ministero, pubblicando ogni anno edizioni che seguono le direttive ma che alla fine dei conti non sono che versioni con aggiornamenti minimi dei testi degli anni precedenti, una versione riveduta e corretta ma che non aggiunge veramente nulla di nuovo.”

Tutto si può dire di Beatrice, ma di sicuro non ha peli sulla lingua.

“I libri scolastici per la scuola primaria sono molto carenti nel linguaggio e nella qualità, proponendo prodotti che non spiegano nel modo migliore i vari concetti e edizioni che non sono resistenti, con carta scadente. Gli alunni spesso non riescono a capire cosa sia scritto sul libro e passano molto tempo a decifrare il significato delle parole. Questo non è un buon metodo di insegnamento, i bambini si scoraggiano e abbandonano la lettura, invece dovrebbero essere in grado di capire immediatamente un concetto ed essere invogliati a proseguire nella lettura. In questo modo si complica il lavoro dell’insegnante che deve trascorrere diverso tempo con i bambini spiegando il significato delle parole che dovrebbero aiutarlo a insegnare i concetti. Un paradosso!”

Non si salvano nemmeno le immagini.

“L’apparato grafico è spesso scadente, illustrazioni brutte, sfocate e che non aiutano, per non parlare dei grafici. Non è possibile preparare un percorso didattico e per l’alunno studiare diventa una missione impossibile.”

Che fare quindi?

Gli insegnanti devono promuovere solo i prodotti di qualità, in questo modo possiamo dare un segnale forte al mercato dell’editoria, ma dobbiamo essere tutti uniti e non scegliere la via più facile. In questo modo possiamo cambiare davvero le cose!”

A tal proposito, potrebbe essere opportuno utilizzare il portale ScelgoLibro con cui condividersi e scambiarsi opinioni sui libri scolastici utilizzati, al fine di avere più informazioni possibili per scegliere ed adottare solo prodotti di qualità.

Che dire, impossibile dare torto a Beatrice.

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